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5 marzo 2012
Investire in ricerca, oggi, è più conveniente - Agevolato il 90% degli investimenti incrementali
Per le imprese investire in progetti di R&S in collaborazione con le università e i centri di ricerca conviene e consente alle aziende di ottenere un consistente credito d'imposta.
Con l’applicazione dell'articolo 1 del D.L. Sviluppo (70/2011) le imprese che effettuano investimenti in progetti di ricerca commissionati a università o a enti pubblici di ricerca - quali ad esempio Veneto Nanotech - potranno ottenere un credito di imposta nella misura del 90% della quota di investimenti che eccede la media degli investimenti in ricerca effettuati nel triennio 2008-2010 ed è fruibile in tre quote annuali a decorrere da ciascuno degli anni 2011 e 2012.
Si tratta di un’agevolazione importante a favore dello sviluppo scientifico e dei rapporti tra il mondo della ricerca e dell’impresa. Come si evince nell’art. 5 del DL 70/2011, la dotazione delle risorse per il periodo 2011-2014 su scala nazionale è di 484 milioni di euro, 55 milioni per l'anno 2011, di 180,8 per l'anno 2012, 157,2 per l'anno 2013 e di 91 milioni di euro per l'anno 2014.
Per usufruire del credito d'imposta è sostanziale che le attività di ricerca siano commissionate a “università, ovvero enti pubblici di ricerca”, purché abbiano intrapreso l’attività a partire dal 14 maggio 2011 (entrata in vigore del decreto sviluppo) e più specificatamente, come indicato al punto 1.2 della Circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 51/E del 28 novembre 2011:
- università, statali e non statali, e istituti universitari, statali e non statali, legalmente riconosciuti;
- enti pubblici di ricerca di cui all'articolo 6 del contratto collettivo quadro per la definizione dei comparti di contrattazione per il quadriennio 2006-2009;
- l'Agenzia Spaziale Italiana (ASI);
- gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico;
- gli "organismi di ricerca", come definiti dalla comunicazione della Commissione n. 2006/C 323/01.
La Circolare dell'Agenzia delle Entrate specifica inoltre che: "L’articolo 1 del decreto sviluppo non prevede specifici limiti alla possibilità di cumulare il credito di imposta in esame con altri contributi pubblici o agevolazioni. Le imprese interessate, pertanto, potranno cumulare il credito di imposta con altre agevolazioni o contributi pubblici concessi a fronte della medesima tipologia di spese in ricerca, salvo che le norme disciplinanti tali agevolazioni dispongano diversamente. Resta fermo il rispetto del limite in base al quale l’importo risultante dal cumulo dei benefici non deve risultare superiore ai costi sostenuti."
Ulteriori informazioni:
• Scarica un esempio di utilizzo del credito di imposta per investimenti in R&S relativi a 3 diverse aziende, assumendo una commessa di ricerca di uguale importo. Dall’analisi di quanto riportato si evince che, a parità di investimento, le aziende che trarranno i maggiori benefici in termini di ammontare di credito d’imposta agevolata saranno quelle imprese che nel triennio 2008-2010 hanno investito poco in contratti di R&S.
• Scarica il decreto legislativo n. 70 del 2011
• Scarica la circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 51 del 28 novembre 2011
Laddove vi fosse l’interesse ad approfondire la questione per avviare una commessa con Veneto Nanotech si prega di contattare Daniele Stecco all’indirizzo daniele.stecco@venetonanotech.it o al numero 049 7705524.
Con l’applicazione dell'articolo 1 del D.L. Sviluppo (70/2011) le imprese che effettuano investimenti in progetti di ricerca commissionati a università o a enti pubblici di ricerca - quali ad esempio Veneto Nanotech - potranno ottenere un credito di imposta nella misura del 90% della quota di investimenti che eccede la media degli investimenti in ricerca effettuati nel triennio 2008-2010 ed è fruibile in tre quote annuali a decorrere da ciascuno degli anni 2011 e 2012.
Si tratta di un’agevolazione importante a favore dello sviluppo scientifico e dei rapporti tra il mondo della ricerca e dell’impresa. Come si evince nell’art. 5 del DL 70/2011, la dotazione delle risorse per il periodo 2011-2014 su scala nazionale è di 484 milioni di euro, 55 milioni per l'anno 2011, di 180,8 per l'anno 2012, 157,2 per l'anno 2013 e di 91 milioni di euro per l'anno 2014.
Per usufruire del credito d'imposta è sostanziale che le attività di ricerca siano commissionate a “università, ovvero enti pubblici di ricerca”, purché abbiano intrapreso l’attività a partire dal 14 maggio 2011 (entrata in vigore del decreto sviluppo) e più specificatamente, come indicato al punto 1.2 della Circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 51/E del 28 novembre 2011:
- università, statali e non statali, e istituti universitari, statali e non statali, legalmente riconosciuti;
- enti pubblici di ricerca di cui all'articolo 6 del contratto collettivo quadro per la definizione dei comparti di contrattazione per il quadriennio 2006-2009;
- l'Agenzia Spaziale Italiana (ASI);
- gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico;
- gli "organismi di ricerca", come definiti dalla comunicazione della Commissione n. 2006/C 323/01.
La Circolare dell'Agenzia delle Entrate specifica inoltre che: "L’articolo 1 del decreto sviluppo non prevede specifici limiti alla possibilità di cumulare il credito di imposta in esame con altri contributi pubblici o agevolazioni. Le imprese interessate, pertanto, potranno cumulare il credito di imposta con altre agevolazioni o contributi pubblici concessi a fronte della medesima tipologia di spese in ricerca, salvo che le norme disciplinanti tali agevolazioni dispongano diversamente. Resta fermo il rispetto del limite in base al quale l’importo risultante dal cumulo dei benefici non deve risultare superiore ai costi sostenuti."
Ulteriori informazioni:
• Scarica un esempio di utilizzo del credito di imposta per investimenti in R&S relativi a 3 diverse aziende, assumendo una commessa di ricerca di uguale importo. Dall’analisi di quanto riportato si evince che, a parità di investimento, le aziende che trarranno i maggiori benefici in termini di ammontare di credito d’imposta agevolata saranno quelle imprese che nel triennio 2008-2010 hanno investito poco in contratti di R&S.
• Scarica il decreto legislativo n. 70 del 2011
• Scarica la circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 51 del 28 novembre 2011
Laddove vi fosse l’interesse ad approfondire la questione per avviare una commessa con Veneto Nanotech si prega di contattare Daniele Stecco all’indirizzo daniele.stecco@venetonanotech.it o al numero 049 7705524.




