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10 dicembre 2014

NanotechItaly2014: innovare per eccellere. Un opening dal richiamo internazionale

Anche quest’anno la conferenza di apertura di NanotechItaly ha visto coinvolte figure di altissimo profilo che hanno affrontato sotto diverse angolazioni il tema delle tecnologie abilitanti o KETs (Key Enabling Technologies), considerate dal Programma Europeo Horizon2020 strumento essenziale per promuovere e sostenere lo sviluppo e la competitività industriale dell’Europa nei prossimi anni. Secondo la definizione data dalla Commissione, le KETs sono tecnologie “ad alta intensità di conoscenza e associate a elevata intensità di R&S, a cicli di innovazione rapidi, a consistenti spese di investimento e a posti di lavoro altamente qualificati”. Con questo termine ci si riferisce, infatti, ad un insieme di tecnologie che vanno dalle nanotecnologie, ai materiali avanzati, la fotonica, la micro e nano elettronica, le biotecnologie, i sistemi avanzati di produzione e dato il loro carattere abilitante esse hanno rilevanza sistemica perché alimentano il valore della catena del sistema produttivo avendo la capacità di innovare processi, prodotti e servizi. La Prof.ssa Gambarotto, neo presidente di Veneto Nanotech, ha enfatizzato nel suo intervento il concetto di disrupting innovation, ovvero dell’importanza che riveste la ricerca per la creazione di valore aggiunto per processi e prodotti industriali. Solo così è possibile creare nuovi mercati e favorire la competitività delle imprese. Ha sottolineato poi il presidente di AIRI, Prof. Ugo: “la politica deve capire che i soldi devono essere spesi per il futuro. Questo è il momento storico giusto per fare il punto su dove siamo e dove stiamo andando. La politica dovrebbe sostenere la ricerca e contribuire alla qualità e alla crescita delle imprese”. L’ing. Murgia, Deputy Head Unit della DG Impresa ed Industria della Commissione Europea, ha illustrato quali sono le politiche e le iniziative che la Commissione sta attuando per facilitare l’adozione delle tecnologie abilitanti nel maggior numero possibile di settori industriali e dei servizi avanzati, da quelli più tradizionali a quelli di nicchia. Per Murgia “le KET hanno un enorme potenziale di crescita, sono importanti per la competitività futura dell'Europa e sono una delle priorità fondamentali della nostra politica industriale. Stimolare gli investimenti nelle KET è un must per l'Europa. La strategia dell'UE mira ad aumentarne la diffusione, attraverso più fondi e più progetti sostenuti dalla BEI e l'accesso delle PMI alle piattaforme tecnologiche KET poiché l’implementazione è in corso e bisogna essere parte di essa”. Ha proseguito poi il Prof. Inguscio, Presidente dell’Istituto Italiano di Metrologia. Laurea in Fisica all’Università di Pisa e dottorato alla Normale di Pisa, il prof. Inguscio è Professore di Fisica della Materia a Napoli e Firenze. Ha avuto il compito di far conoscere come una disciplina apparentemente circoscritta come la “metrologia”, ovvero le metodologie di misurazione, sia uno strumento fondamentale per la Ricerca e l’Innovazione, in particolare nel settore delle tecnologie abilitanti che pongono problemi di caratterizzazione e misura del tutto nuovi e singolari. Il Prof. Sangiovanni Vincentelli, Laurea in Ingegneria al Politecnico di Milano, innumerevoli docenze in Italia ma soprattutto una prestigiosissima cattedra di Ingegneria Elettronica e Computer Science presso l’Università della California e membro sia del CNR che del Comitato Esecutivo dell’IIT, ha focalizzato il suo intervento analizzando le differenze e somiglianze che Italia e USA hanno nell’affrontare le tecnologie abilitanti. “La differenza tra l’innovazione in Europa e negli Stati Uniti sta nel fatto che le aziende statunitensi innovano (si pensi a Google e ai suoi recenti interessi) mentre in Europa le aziende mantengono il controllo; in Europa dominano due paure: perdere la posizione di mercato e perdere il lavoro. Molto si fa per sostenere le imprese piuttosto contribuire a farle andare verso nuovi mercati.”

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