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Nanotecnologie News
14 maggio 2012
La GREEN ECONOMY: UNA PRIORITA’ PER L’EUROPA E PER UNIONCAMERE - EUROSPORTELLO DEL VENETO
4 maggio 2012
"FESTA DELL'EUROPA. ALTRI CONFINI"
9 maggio dalle 10.00 alle 2.00 al VEGA e al Forte Marghera
26 aprile 2012
Nuove tecnologie per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali e per lo smart building
Venezia, 17 maggio 2012
26 aprile 2012
Ciao Gabriele!
News & Eventi
27 settembre 2010
Auto ad idrogeno, creato nuovo catalizzatore
Ricercatori italiani hanno creato un nuovo catalizzatore per auto ad idrogeno. Il nuovo componente facilita il passaggio dell’idrogeno nel sistema di alimentazione. Gli studiosi italiani sono riusciti a progettare un catalizzatore che replica il complesso fenomeno chimico che consente di convertire l’anidride carbonica in energia. La sede dello studio è stata l’Università di Trieste, dove il professore Maurizio Prato, del Centro di Eccellenza per le Nanotecnologie, ha messo a punto il catalizzatore sintetico.
Per riuscire nel progetto, Prato ha ricevuto la collaborazione di Marcella Bonchio, della seziona padovana dell’istituto Itm-Cnr, e di un gruppo di ricercatori delle università di Padova, Trieste, Bologna, della Sissa, la scuola internazionale di studi avanzati e del Sincrotrone di Trieste. Tutto questo team ha studiato e sviluppato il nuovo tipo di catalizzatore, costruito con una superficie di nanotubi in carbonio, all’interno dei quali sono stati ancorati quattro atomi di rutenio, in grado di attivare una reazione che può scindere la molecola dell’acqua, H2o, in ossigeno ed idrogeno.
Il tutto avviene a bassa temperatura. La tecnologia realizzata dall’equipe italiana è, ancora, in fase sperimentale, ma segna un passo importantissimo per la mobilità urbana. I costi, per produrre un componente del genere sono contenuti. In teoria, infatti, potrebbe essere sufficiente utilizzare anche l’acqua del mare e l’energia solare per attivare il processo di scissione della molecola H2o, rinunciando anche ai serbatoi necessari per immagazzinare l’idrogeno.
Con la nuova invenzione italiana, si potrebbero aprire nuovi scenari futuristici, per l’automotive mondiale. In teoria sarebbe possibile anche la progettazione di motori ad acqua, anche se, per il momento l’idea rientra nel settore della fantascienza. Ma nel passato, tuttavia, un certo Nikola Tesla ci aveva già pensato e, quasi, era riuscito a farsi ascoltare. Poi subentrò la logica del petrolio.
Per riuscire nel progetto, Prato ha ricevuto la collaborazione di Marcella Bonchio, della seziona padovana dell’istituto Itm-Cnr, e di un gruppo di ricercatori delle università di Padova, Trieste, Bologna, della Sissa, la scuola internazionale di studi avanzati e del Sincrotrone di Trieste. Tutto questo team ha studiato e sviluppato il nuovo tipo di catalizzatore, costruito con una superficie di nanotubi in carbonio, all’interno dei quali sono stati ancorati quattro atomi di rutenio, in grado di attivare una reazione che può scindere la molecola dell’acqua, H2o, in ossigeno ed idrogeno.
Il tutto avviene a bassa temperatura. La tecnologia realizzata dall’equipe italiana è, ancora, in fase sperimentale, ma segna un passo importantissimo per la mobilità urbana. I costi, per produrre un componente del genere sono contenuti. In teoria, infatti, potrebbe essere sufficiente utilizzare anche l’acqua del mare e l’energia solare per attivare il processo di scissione della molecola H2o, rinunciando anche ai serbatoi necessari per immagazzinare l’idrogeno.
Con la nuova invenzione italiana, si potrebbero aprire nuovi scenari futuristici, per l’automotive mondiale. In teoria sarebbe possibile anche la progettazione di motori ad acqua, anche se, per il momento l’idea rientra nel settore della fantascienza. Ma nel passato, tuttavia, un certo Nikola Tesla ci aveva già pensato e, quasi, era riuscito a farsi ascoltare. Poi subentrò la logica del petrolio.

