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8 febbraio 2010

Da Londra ecco il test 'fai da te' che rivela la fertilità maschile

Basta imbarazzanti 'esami' in centri clinici: è stato messo a punto un uno strumento con un chip lungo appena 10 centimetri che in una manciata di secondi fornisce la risposta

Londra, 8 febbraio 2010 - Sapere se si è fertili e quanti spermatozoi attivi si hanno in dotazione nel giro di pochi secondi e a casa propria, senza sottoporsi a imbarazzanti «esami». Il primo test per la fertilità maschile «casalingo» è stato messo a punto da un team di studiosi olandesi del MESA-Istituto di Nanotecnologia presso l’Università di Twente Enschede, guidati da Loes Segerink, che hanno sviluppato uno strumento con un chip lungo appena 10 centimetri che in una manciata di secondi fornisce la risposta.

Superando l’attuale metodo che richiede l’intervento del personale medico, l’imbarazzante presentazione dell’eiaculato che va fornito per le analisi entro un’ora, quindi va prodotto «in loco», e infine, una volta disponibile lo sperma, il lungo conteggio manuale per l’analisi della concentrazione di spermatozoi.

«Con il nostro sistema abbiamo superato questi problemi», dice Segerink. Il chip microfluidico contiene un sottile canale attraverso il quale gli spermatozoi sono inseriti attraverso un flusso di pressione. Il campione è lavorato con una concentrazione di perle di polistirene, e il tutto viene passato attraverso due elettrodi, che alterano l’impedenza elettrica. In questo modo il chip misura le perturbazioni elettriche e riesce a stabilire in pochi istanti quante cellule spermatiche sono presenti nella «mistura».

Per l’esattezza, assicura Segerink, l’operazione può richiedere appena 12 secondi per determinare la concentrazione degli spermatozoi con lo stesso errore di misura di un conteggio manuale. In pratica, un metodo facile e indolore per stabilire se si è fertili o no.

Il che crea problemi di altro tipo: Michael Dunn, ricercatore di etica sanitaria presso l’Università di Oxford, avverte che «è forte la possibilità di danni ai pazienti se non vengono loro date tutte le informazioni in caso di risultato positivo di infertilità». L’Auto-diagnosi potrebbe essere dannosa, se il paziente non viene preparato. In pratica, spiegano gli esperti, «ormai tecnicamente il test è pronto, ma forse la società non lo è».

fonte agi
Autore: http://quotidianonet.ilsole24ore.com

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