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15 novembre 2011

Dalle nanotecnologie nuove ricette per la cura delle malattie neurodegenerative e per la purificazione dell’acqua

Si è conclusa sabato la settima edizione di Nanochallenge & Polymerchallenge – Intesa Sanpaolo Start-up Initiative, la business plan competition organizzata da Veneto Nanotech, Imast e Intesa Sanpaolo per supportare la nascita di nuove imprese high tech

Dodici team provenienti da diversi Paesi si sono confrontati a Padova per aggiudicarsi i due Grand Prize da 300 mila euro. A vincere sono stati un gruppo di ricercatori proveniente dal Laboratorio LGM di Milano e un team del Tecnion di Tel Aviv

COMUNICATO STAMPA

(Padova, 15 novembre 2011) – Lotta alle malattie neurodegenerative e purificazione dell’acqua. Sono questi i due obiettivi che hanno le due start-up vincitrici della Settima edizione di Nanochallenge & Polymerchallenge – Intesa Sanpaolo Startup Initiative, conclusasi sabato scorso nel Palazzo del Bo, la sede dell’Università di Padova. Obiettivi sicuramente ambiziosi, ma che offrono nuove e grandi opportunità non solo alla ricerca scientifica su temi di così grande impatto sociale, ma anche alla frontiera dell’economia innovativa basata sulle tecnologie di frontiera.

Il vincitore della categoria “nano”, il team Wise proveniente dal Laboratorio LGM dell’Università di Milano guidato dal prof. Paolo Milani, si è infatti aggiudicato il premio messo a disposizione dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, grazie ad un’innovativa tecnologia per la produzione di elettrodi per la neurostimolazione per la cura del dolore cronico e del Parkinson da inserire all’interno di microcircuiti elettronici biocompatibili inseriti su polimeri elastici. Tali dispositivi, grazie alle loro caratteristiche innovative, potranno venire impiantati in diverse zone del cervello e della colonna vertebrale ottenendo minore invasività e risultati di gran lunga superiori rispetto alle tecnologie attualmente in uso.

Sul terreno invece della green economy si muove Nanospum, il team israeliano che si è aggiudicato il premio della categoria “polimeri e materiali avanzati” messo in palio da IMAST, grazie ad una tecnologia che, utilizzando la tecnica dell’elettrospinning, permette di creare una fibra polimerica nanostrutturata dentro la quale vengono inseriti alcune tipologie di batteri in grado di depurare le acque inquinate.

Quello della depurazione dell’acqua, rappresenta infatti non solo uno dei maggiori problemi sociali per le economie in fase di sviluppo, ma anche un settore economico in grande crescita nei Paesi Occidentali sempre più affamati di risorse primarie.

In totale comunque erano 12 i team finalisti della settima edizione di Nanochallenge&Polymerchallenge conclusasi oggi all’Università di Padova. Ricercatori, scienziati, docenti, imprenditori hanno partecipato all’iniziativa ideata e promossa da Veneto Nanotech nel 2005, e sposata dal 2007 anche da IMAST, il distretto tecnologico sull’ingegneria dei materiali compositi e dal 2010 anche Intesa Sanpaolo, da tempo impegnata con la Startup Initiative nel fornire formazione ai neofiti dell’imprenditoria e favorire i contatti tra chi cerca finanziamenti e chi gestisce capitali.

Da questo connubio è nata Nanochallenge&Polymechallenge – Intesa Sanpaolo Startup Initiative, business plan competition internazionale che ha assegnato anche quest’anno due premi da 300.000 euro ciascuno per la creazione di altrettante aziende high-tech. I risultati però, vanno ben oltre: 251 richieste presentate dal 2005, di cui 89 in valutazione nella fase finale a spartirsi un importo complessivo di 3,3 milioni di Euro per la creazione di 9 startup a contenuto altamente tecnologico.

A chiudere i lavori una tavola rotonda per parlare di innovazione e crescita economica in questo momento di grossa incertezza dei mercati e dell’economia internazionale al quale hanno partecipato il Direttore Generale di Intesa Sanpaolo, Gaetano Miccichè, il Vice President di Electrolux Tiziano Toschi, il Direttore Tecnico di Finmeccanica Lorenzo Fiori e il Presidente della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa Riccardo Varaldo.

Con cortese preghiera di comunicazione e diffusione


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