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23 aprile 2010

Frutta buona e matura al punto giusto? La risposta arriva dal laser

Presto i produttori agricoli potranno garantire una certificazione di qualità dei loro prodotti e una precisa indicazione del loro grado di maturazione grazie a una tecnologia studiata al fNIRS Lab (Functional Near InfraRed Spectroscopy Lab) del Dipartimento di Fisica del Politecnico di Milano e sviluppata nell’ambito del progetto europeo InsideFood in collaborazione con laboratori di ricerca, centri sperimentali e aziende italiane ed europee. La tecnologia, di cui si sta studiando l'applicabilità ai macchinari che smistano la frutta per la grande distribuzione, porterà vantaggi non solo ai produttori, che potranno in questo modo competere coi nascenti mercati asiatici con un valore aggiunto - sostiene in una nota il Polimi - ma a tutta la filiera: dal grossista, in grado di offrire una migliore logistica nelle consegne scegliendo il momento migliore per la distribuzione, al consumatore finale, che ne guadagnerà in gusto e salute.

Si tratta di una tecnica "non distruttiva" - precisano al Politecnico di Milano - in quanto utilizza la luce. Il frutto in esame viene infatti illuminato da brevi impulsi di luce laser che oltrepassano la buccia e riemergono dopo avere attraversato la polpa. La valutazione delle proprietà della luce che ha attraversato il frutto permette di ottenere informazioni sul grado di maturazione alla raccolta e durante la conservazione, nonché sulla qualità in generale del prodotto. L’esame del fascio di luce in uscita viene fatto mediante la "spettroscopia di riflettanza nel dominio del tempo", un’applicazione della fotonica che studia le proprietà di propagazione della luce in mezzi altamente diffusivi, quali per esempio i tessuti biologici. A causa delle caratteristiche del frutto in termini di assorbimento e diffusione, infatti, un impulso di luce di breve durata temporale (picosecondi), dopo la propagazione all’interno della polpa viene modificato sia in intensità sia in durata temporale.

L’analisi - con opportuni modelli fisici - della luce diffusa fornisce i valori dei coefficienti di assorbimento e di diffusione del frutto. Il coefficiente di assorbimento è legato ai costituenti della polpa (clorofilla, acqua, zuccheri ecc.) mentre il coefficiente di diffusione dipende dalla struttura del tessuto (consistenza, presenza di difetti interni). In particolare, la stima del contenuto di clorofilla nella polpa consente di valutare l’età biologica dei frutti alla raccolta e, da questa, prevederne i tempi di maturazione. Questa caratterizzazione, effettuata per ogni frutto, consente alla distribuzione di pianificarne l’immissione nel mercato per il consumatore.

Al fNIRS Lab questa tecnologia è stata impiegata in ambito agroalimentare dopo essere stata sviluppata ed applicata per diversi anni in ambito biomedico e clinico, principalmente per la caratterizzazione non invasiva dei tessuti biologici, per la mammografia ottica e per lo studio dell’attivazione cerebrale.
Fonte: http://www.hitechexpo.eu

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