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Ciao Gabriele!
News & Eventi
20 novembre 2008
Infiltrati speciali per ingannare i virus
COMUNICATO STAMPA
Due molecole che sanno sostituirsi a parti di RNA virale, fingendosi sue componenti legittime e organizzando una “stangata” al meccanismo di replicazione, con bersaglio la pericolosa famiglia dei flavivirus. Questo è il risultato della ricerca congiunta italo-francese che vede come protagonisti principali due ricercatori precari di INFM-CNR, dell'Università di Milano. La ricerca si inserisce nel progetto Vizier, uno sforzo europeo di creazione di farmaci antivirali per arginare le possibili pandemie del futuro e combattere gli RNA-virus in generale, responsabili annualmente di milioni di morti con malattie come epatiti, gastroenteriti e febbri emorragiche.
La ricerca italo-francese è stata mirata a bloccare i meccanismi di replicazione di una particolare famiglia di RNA-virus, i flavivirus, che causano malattie come la dengue e la febbre gialla. Per sconfiggere il virus, i ricercatori hanno mirato ad interrompere la sua catena di replicazione, cercando molecole-farmaco in grado di bloccarla senza effetti collaterali per gli esseri umani. Per questo hanno analizzato nel virus di Wesselsbron un particolare meccanismo presente in tutti i flavivirus, basato su un componente detto “cappuccio dell'RNA” (RNA cap). Questo cappuccio è una struttura molecolare, essenziale al processo di replicazione, che il virus lega al suo RNA in una specifica posizione, e su cui trasferisce un gruppo metile essenziale.
Attraverso la cristallografia a raggi X, i ricercatori INFM-CNR hanno studiato la struttura 3D dell’enzima virale (Metil-trasferasi) che completa l’RNA Cap. Hanno quindi cercato tramite simulazioni al computer, e poi analizzato sperimentalmente, delle molecole in grado di mimare frammenti del cappuccio originale, che, legandosi all’enzima Metil-trasferasi ne inbiscono la funzione biologica. In pratica, sono stati realizzati dei veri “falsi d'autore”, copie contraffatte che il virus non riesce a riconoscere e assimila, decretando così la fine della propria replicazione. Queste molecole, che hanno ottenuto incoraggianti risultati nei test, sono ora in fase di affinamento in vista della brevettazione.
Eloise Mastrangelo e Mario Milani, i due giovani ricercatori di INFM-CNR e principali responsabili della ricerca, commentano: “Le epidemie virali ed emergenti sono sempre più pericolose, come dimostrano gli allarmi SARS e Aviaria. E se qualcuno pensa che ne siamo immuni perché lontani dai paesi tradizionalmente bersaglio di questi virus, l'emergenza febbre da virus Chikungugna in Emilia Romagna (esplosa nel 2007 con oltre 30 contagiati) e l’allarme nelle regioni limitrofe, possono servire da monito. Noi vogliamo essere preparati alle emergenze, e questo vuol dire una sola cosa: avere farmaci antivirali pronti sullo scaffale per fronteggiare ogni possibile esplosione epidemica”.
Roma, 20 novembre 2008
*) Michela Bollati, Mario Milani, Eloise Mastrangelo, Stefano Ricagno, Gabriella Tedeschi, Simona Nonnis, Etienne Decroly, Barbara Selisko, Xavier de Lamballerie, Bruno Coutard, Bruno Canard, Martino Bolognesi: “Recognition of RNA Cap in the Wesselsbron Virus NS5 Methyltransferase Domain: Implications for RNA-Capping Mechanisms in Flavivirus” JMB, Novembre 2008, doi:10.1016/j.jmb.2008.10.028
La ricerca italo-francese è stata mirata a bloccare i meccanismi di replicazione di una particolare famiglia di RNA-virus, i flavivirus, che causano malattie come la dengue e la febbre gialla. Per sconfiggere il virus, i ricercatori hanno mirato ad interrompere la sua catena di replicazione, cercando molecole-farmaco in grado di bloccarla senza effetti collaterali per gli esseri umani. Per questo hanno analizzato nel virus di Wesselsbron un particolare meccanismo presente in tutti i flavivirus, basato su un componente detto “cappuccio dell'RNA” (RNA cap). Questo cappuccio è una struttura molecolare, essenziale al processo di replicazione, che il virus lega al suo RNA in una specifica posizione, e su cui trasferisce un gruppo metile essenziale.
Attraverso la cristallografia a raggi X, i ricercatori INFM-CNR hanno studiato la struttura 3D dell’enzima virale (Metil-trasferasi) che completa l’RNA Cap. Hanno quindi cercato tramite simulazioni al computer, e poi analizzato sperimentalmente, delle molecole in grado di mimare frammenti del cappuccio originale, che, legandosi all’enzima Metil-trasferasi ne inbiscono la funzione biologica. In pratica, sono stati realizzati dei veri “falsi d'autore”, copie contraffatte che il virus non riesce a riconoscere e assimila, decretando così la fine della propria replicazione. Queste molecole, che hanno ottenuto incoraggianti risultati nei test, sono ora in fase di affinamento in vista della brevettazione.
Eloise Mastrangelo e Mario Milani, i due giovani ricercatori di INFM-CNR e principali responsabili della ricerca, commentano: “Le epidemie virali ed emergenti sono sempre più pericolose, come dimostrano gli allarmi SARS e Aviaria. E se qualcuno pensa che ne siamo immuni perché lontani dai paesi tradizionalmente bersaglio di questi virus, l'emergenza febbre da virus Chikungugna in Emilia Romagna (esplosa nel 2007 con oltre 30 contagiati) e l’allarme nelle regioni limitrofe, possono servire da monito. Noi vogliamo essere preparati alle emergenze, e questo vuol dire una sola cosa: avere farmaci antivirali pronti sullo scaffale per fronteggiare ogni possibile esplosione epidemica”.
Roma, 20 novembre 2008
*) Michela Bollati, Mario Milani, Eloise Mastrangelo, Stefano Ricagno, Gabriella Tedeschi, Simona Nonnis, Etienne Decroly, Barbara Selisko, Xavier de Lamballerie, Bruno Coutard, Bruno Canard, Martino Bolognesi: “Recognition of RNA Cap in the Wesselsbron Virus NS5 Methyltransferase Domain: Implications for RNA-Capping Mechanisms in Flavivirus” JMB, Novembre 2008, doi:10.1016/j.jmb.2008.10.028

