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News & Eventi
7 aprile 2009
Marcatori genetici dell'infarto: una scoperta italiana
Diego Ardissino, direttore della Cardiologia presso l' Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, al Congresso dell'American College of Cardiology, in svolgimento a Orlando, in Florida ha annunciato che i ricercatori italiani hanno scoperto dei geni che predispongono all'infarto indipendentemente da tutti gli altri fattori di rischio. La scoperta italiana si inquadra nell'ambito del Myocardial Infarction Genetics-MIGEN Consortium, uno studio internazionale sui fattori genetici che predispongono all'infarto, i cui risultati erano stati pubblicati a febbraio sulla rivista Nature Genetics.
Ardissino ha spiegato "Col nostro Studio genetico sull'infarto miocardico precoce, su 1508 pazienti al di sotto dei 45 anni, studiati per 10 anni dal 1998 al 2008, abbiamo determinato l'importanza che varianti genetiche hanno nell'influire sull'incidenza di eventi cardiovascolari avversi e nel progredire dell'aterosclerosi coronarica nelle persone colpite da un primo infarto cardiaco precoce".
Ardissino (insieme a Piera Angelica Merlini dell'ospedale Niguarda di Milano e a Pier Mannuccio Mannucci e Flora Peyvandi del Policlinico di Milano) sono stati i primi a individuare la via di progressione che dall'aterosclerosi coronarica conduce all'infarto anche in assenza di fattori di rischio come l'ipertensione o il colesterolo alto.
Ardissino ha spiegato anche che "Col nostro studio abbiamo decodificato nel genoma umano i geni correlati alla ereditarietà nell'infarto miocardico, in particolare quando giovanile, nonchè la predisposizione al secondo infarto, cioè alla ricaduta nella malattia. Quindi ora sappiamo quando e quanto mettere in guardia chi sia portatore di questi geni, e opportunamente regolarne e attuarne la necessaria prevenzione".
Grazie a questa scoperta chi ha consistenti precedenti familiari o personali per queste particolari patologie, può accertare, attraverso un esame genetico, effettuabile già alla nascita, se è geneticamente predisposto all'infarto.
Redazione MolecularLab.it
Ardissino ha spiegato "Col nostro Studio genetico sull'infarto miocardico precoce, su 1508 pazienti al di sotto dei 45 anni, studiati per 10 anni dal 1998 al 2008, abbiamo determinato l'importanza che varianti genetiche hanno nell'influire sull'incidenza di eventi cardiovascolari avversi e nel progredire dell'aterosclerosi coronarica nelle persone colpite da un primo infarto cardiaco precoce".
Ardissino (insieme a Piera Angelica Merlini dell'ospedale Niguarda di Milano e a Pier Mannuccio Mannucci e Flora Peyvandi del Policlinico di Milano) sono stati i primi a individuare la via di progressione che dall'aterosclerosi coronarica conduce all'infarto anche in assenza di fattori di rischio come l'ipertensione o il colesterolo alto.
Ardissino ha spiegato anche che "Col nostro studio abbiamo decodificato nel genoma umano i geni correlati alla ereditarietà nell'infarto miocardico, in particolare quando giovanile, nonchè la predisposizione al secondo infarto, cioè alla ricaduta nella malattia. Quindi ora sappiamo quando e quanto mettere in guardia chi sia portatore di questi geni, e opportunamente regolarne e attuarne la necessaria prevenzione".
Grazie a questa scoperta chi ha consistenti precedenti familiari o personali per queste particolari patologie, può accertare, attraverso un esame genetico, effettuabile già alla nascita, se è geneticamente predisposto all'infarto.
Redazione MolecularLab.it

