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News & Eventi
10 marzo 2010
Nokia: materiali piezoelettrici per ricaricare il cellulare con energia cinetica
Il tema delle energie rinnovabili è da qualche tempo al centro delle ricerche dei colossi internazionali della telefonia, impegnati a trovare soluzioni intelligenti per alimentare i propri cellulari, in modo da aumentare l'autonomia, ma anche la loro aura "green", aspetto che ultimamente va molto di moda. Accanto alle soluzioni basate sull'energia solare, proposte tra i big da Samsung, altri produttori sono alla ricerca di strade differenti.
Per Nokia il futuro potrebbe essere nell'energia cinetica e nei movimenti tipici dell'uso quotidiano del cellulare. In particolare la chiave della questione sarebbe lo sfruttamento dell'energia cinetica tramite materiali piezoelettrici, particolari cristalli in grado, semplificando al massimo, di generare elettricità in seguito a deformazione.
Come si legge nel brevetto, inserendo elementi piezoelettrici sui tre assi nel vano batteria è possibile sfruttare l'energia di rotazioni o scuotimenti (ad esempio quelli tipici di un telefono tenuto in tasca durante una camminata) per fornire energia all'accumulatore stesso. Sarebbe la batteria stessa, muovendosi all'interno del vano, o comunque esercitando pressioni sugli elementi piezoelettrici che la tengono in sede, a autogenerare l'energia necessaria per una parziale ricarica.
Al momento stiamo parlando solo di un brevetto e non sono state annunciate applicazioni pratiche, è però interessante immaginare i possibili scenari che le nuove tecnologie legate alle energie rinnovabili potranno aprire nel futuro prossimo.
Per Nokia il futuro potrebbe essere nell'energia cinetica e nei movimenti tipici dell'uso quotidiano del cellulare. In particolare la chiave della questione sarebbe lo sfruttamento dell'energia cinetica tramite materiali piezoelettrici, particolari cristalli in grado, semplificando al massimo, di generare elettricità in seguito a deformazione.
Come si legge nel brevetto, inserendo elementi piezoelettrici sui tre assi nel vano batteria è possibile sfruttare l'energia di rotazioni o scuotimenti (ad esempio quelli tipici di un telefono tenuto in tasca durante una camminata) per fornire energia all'accumulatore stesso. Sarebbe la batteria stessa, muovendosi all'interno del vano, o comunque esercitando pressioni sugli elementi piezoelettrici che la tengono in sede, a autogenerare l'energia necessaria per una parziale ricarica.
Al momento stiamo parlando solo di un brevetto e non sono state annunciate applicazioni pratiche, è però interessante immaginare i possibili scenari che le nuove tecnologie legate alle energie rinnovabili potranno aprire nel futuro prossimo.

