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14 maggio 2012
La GREEN ECONOMY: UNA PRIORITA’ PER L’EUROPA E PER UNIONCAMERE - EUROSPORTELLO DEL VENETO
4 maggio 2012
"FESTA DELL'EUROPA. ALTRI CONFINI"
9 maggio dalle 10.00 alle 2.00 al VEGA e al Forte Marghera
26 aprile 2012
Nuove tecnologie per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali e per lo smart building
Venezia, 17 maggio 2012
26 aprile 2012
Ciao Gabriele!
News & Eventi
12 febbraio 2009
Sostituire frammenti di mascella con le staminali
Anche in Italia è ora possibile, grazie all'opera del dott.Luigi Montesani, sottoporsi ad un rivoluzionario intervento di chirurgia orale volto a ricostruire parti mascellari mancanti tramite l'innesto di cellule staminali adulte capaci di rigenerare il tessuto osseo dell'arcata dentaria e consentire quindi di inserire protesi dentarie anche in quei pazienti che fino ad oggi non avevano abbastanza osso per fissare l'impianto.
La procedura, che è praticata in regime ambulatoriale e in anestesia locale, messa a punto all'Università di Friburgo, consiste nel prelevare cellule mesenchimali dalla cresta iliaca posteriore con un ago puntato in anestesia locale e, dopo averle raccolte e concentrate con una speciale matrice, inserirle durante la stessa seduta nel difetto osseo.
L'inserimento di impianti e i metodi di aumento dell'osso rappresentano una priorità quando si tratta di riabilitare pazienti che non hanno più denti, quando è indispensabile disporre di una adeguata quantità di osso mascellare per poter inserire con successo protesi dentali osseointegrate.
Per produrre la quantità di osso necessaria a correggere il difetto le cellule staminali mesenchimali impiegano circa quattro mesi, dopo i quali gli impianti ossei possono essere inseriti stabilmente. Dopo di cio servono altri quattro mesi per poter inserire i nuovi denti fissandoli alla mascella.
Utilizzando questa tecnica la quantità di osso che si ottiene è la stessa che si otterrebbe prelevando una stecca di osso da un'altra parte del corpo del paziente, cioè dalla mandibola, dall'anca o dal cranio con un intervento decisamente più traumatico. Per questo la nuova metodologia rappresenta una svolta nell'approccio di quei pazienti con danni alle arcate dentarie che finora non potevano impiantare protesi per insufficiente substrato osseo mascellare.
Redazione MolecularLab.it
La procedura, che è praticata in regime ambulatoriale e in anestesia locale, messa a punto all'Università di Friburgo, consiste nel prelevare cellule mesenchimali dalla cresta iliaca posteriore con un ago puntato in anestesia locale e, dopo averle raccolte e concentrate con una speciale matrice, inserirle durante la stessa seduta nel difetto osseo.
L'inserimento di impianti e i metodi di aumento dell'osso rappresentano una priorità quando si tratta di riabilitare pazienti che non hanno più denti, quando è indispensabile disporre di una adeguata quantità di osso mascellare per poter inserire con successo protesi dentali osseointegrate.
Per produrre la quantità di osso necessaria a correggere il difetto le cellule staminali mesenchimali impiegano circa quattro mesi, dopo i quali gli impianti ossei possono essere inseriti stabilmente. Dopo di cio servono altri quattro mesi per poter inserire i nuovi denti fissandoli alla mascella.
Utilizzando questa tecnica la quantità di osso che si ottiene è la stessa che si otterrebbe prelevando una stecca di osso da un'altra parte del corpo del paziente, cioè dalla mandibola, dall'anca o dal cranio con un intervento decisamente più traumatico. Per questo la nuova metodologia rappresenta una svolta nell'approccio di quei pazienti con danni alle arcate dentarie che finora non potevano impiantare protesi per insufficiente substrato osseo mascellare.
Redazione MolecularLab.it

