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News & Eventi
10 febbraio 2010
Il fondo venture capital lancia le pmi del futuro
Presentati ieri nella sede Api di Vicenza i finanziamenti regionali.
Il nuovo strumento proposto da Veneto Sviluppo favorisce la partecipazione dal 15 al 45%.
Un'occasione da sfruttare.
VICENZA
Duecentonovanta milioni di euro per le Pmi divisi in quattro diverse forme di finanziamento. Sono stati presentati ieri, nella sede di Apindustria Vicenza i fondi stanziati dalla Regione per aiutare le pmi a superare la crisi.
Ad introdurre il pomeriggio è stato il vicepresidente di Apiveneto Fidi, Gino Eger, che ha esortato gli imprenditori presenti a «guardare al di fuori dell'azienda e utilizzare gli strumenti a disposizione», sottolineando che «è ora di mettere in piedi un fondo di controgaranzia, che esiste solo per il turismo, ma serve anche per il manifatturiero».
A presentare i due strumenti di equity è stato Stefano De Luca, responsabile dell'area partecipazione di Veneto Sviluppo. Il primo "Patrimonio destinato" è rivolto alle imprese esistenti, impegnate in programmi di sviluppo, o rafforzamento per mantenere un vantaggio competitivo «in modo non aggressivo, con un recupero di capitale paziente fino a 7 anni».
Il secondo, il Fondo di venture capital interviene per favorire la nascita di nuove imprese «con una partecipazione dal 15 al 45 per cento fino a 5 anni, dando la possibilità anche di recuperare le professionalità presenti sul mercato in un momento in cui le imprese non danno lavoro».
Antonio Peretti, responsabile dell'area agevolazioni e garanzie di Veneto Sviluppo, si è invece focalizzato sul piano di interventi anticrisi, ovvero finanziamenti agevolati, della durata massima di 36 mesi, rivolti ad aziende del settore secondario o artigiano che debbano far fronte a crediti insoluti, crediti maturati dalle pubbliche amministrazioni e rimborsi di finanziamenti agevolati a medio e lungo termine attivati a fronte di investimenti aziendali, con condizioni di particolare favore per imprese femminili e giovani. Peretti ha anche poi illustrato il fondo di rotazione per gli investimenti innovativi, che prevede un finanziamento bancario agevolato pari al 100 per cento della spesa per l'innovazione sia sul piano degli immobili, che per l'acquisto di impianti tecnologici, hardware, studi, know how.
Sono invece a fondo perduto i contributi per ricerca a innovazione, di cui ha parlato Renato Cavalieri, della divisione finanza di Apiveneto Fidi, che vedono uno stanziamento di 15,6 milioni, di cui 2 riservati a progetti nelle nanotecnologie e 2 quelli nelle biotecnologie. Il termine del bando, in questo caso, è il 28 febbraio.
Lo stanziamento regionale viene a rispondere anche alle richieste di Apiveneto Fidi, che da tempo invocava fondi da Regione e Stato: «Sembra che qualcosa si stia muovendo - afferma il direttore Vittorio Rigotti - e questo notevole stanziamento è un passo importante da parte della Regione. Sebbene non sia per i Confidi, arriverà infatti alle imprese tramite il nostro sistema». Tutti i dettagli delle offerte e la modulistica sono disponibili su http://www.apivenetofidi.it.
Duecentonovanta milioni di euro per le Pmi divisi in quattro diverse forme di finanziamento. Sono stati presentati ieri, nella sede di Apindustria Vicenza i fondi stanziati dalla Regione per aiutare le pmi a superare la crisi.
Ad introdurre il pomeriggio è stato il vicepresidente di Apiveneto Fidi, Gino Eger, che ha esortato gli imprenditori presenti a «guardare al di fuori dell'azienda e utilizzare gli strumenti a disposizione», sottolineando che «è ora di mettere in piedi un fondo di controgaranzia, che esiste solo per il turismo, ma serve anche per il manifatturiero».
A presentare i due strumenti di equity è stato Stefano De Luca, responsabile dell'area partecipazione di Veneto Sviluppo. Il primo "Patrimonio destinato" è rivolto alle imprese esistenti, impegnate in programmi di sviluppo, o rafforzamento per mantenere un vantaggio competitivo «in modo non aggressivo, con un recupero di capitale paziente fino a 7 anni».
Il secondo, il Fondo di venture capital interviene per favorire la nascita di nuove imprese «con una partecipazione dal 15 al 45 per cento fino a 5 anni, dando la possibilità anche di recuperare le professionalità presenti sul mercato in un momento in cui le imprese non danno lavoro».
Antonio Peretti, responsabile dell'area agevolazioni e garanzie di Veneto Sviluppo, si è invece focalizzato sul piano di interventi anticrisi, ovvero finanziamenti agevolati, della durata massima di 36 mesi, rivolti ad aziende del settore secondario o artigiano che debbano far fronte a crediti insoluti, crediti maturati dalle pubbliche amministrazioni e rimborsi di finanziamenti agevolati a medio e lungo termine attivati a fronte di investimenti aziendali, con condizioni di particolare favore per imprese femminili e giovani. Peretti ha anche poi illustrato il fondo di rotazione per gli investimenti innovativi, che prevede un finanziamento bancario agevolato pari al 100 per cento della spesa per l'innovazione sia sul piano degli immobili, che per l'acquisto di impianti tecnologici, hardware, studi, know how.
Sono invece a fondo perduto i contributi per ricerca a innovazione, di cui ha parlato Renato Cavalieri, della divisione finanza di Apiveneto Fidi, che vedono uno stanziamento di 15,6 milioni, di cui 2 riservati a progetti nelle nanotecnologie e 2 quelli nelle biotecnologie. Il termine del bando, in questo caso, è il 28 febbraio.
Lo stanziamento regionale viene a rispondere anche alle richieste di Apiveneto Fidi, che da tempo invocava fondi da Regione e Stato: «Sembra che qualcosa si stia muovendo - afferma il direttore Vittorio Rigotti - e questo notevole stanziamento è un passo importante da parte della Regione. Sebbene non sia per i Confidi, arriverà infatti alle imprese tramite il nostro sistema». Tutti i dettagli delle offerte e la modulistica sono disponibili su http://www.apivenetofidi.it.

