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News & Eventi
15 febbraio 2010
Nanotecnologie, profumo di ripresa
VICENZA
Una nuova rivoluzione industriale: vestiti che non si spiegazzano e non si sporcano mai, vetro liquido sotto forma di spray, deodoranti che agiscono quando la sudorazione aumenta, telefonini flessibili, pentole venti volte più resistenti delle normali. Questo è il mondo delle nanotecnologie, l'insieme dei metodi e delle tecniche per la manipolazione della materia su scala atomica e molecolare, con l'obiettivo di costruire materiali e prodotti con caratteristiche chimico-fisiche speciali.
Una marcia in più per resistere alla crisi, un ricetta per essere sempre più concorrenziali nel mercato globale in un periodo non certo facile, un giro d'affari che, a detta degli esperti, raggiungerà entro il 2015 i 600 miliardi di euro.
E nel Veneto, terra con il più elevato indice d'imprenditoria nazionale, spicca l'iniziativa della Regione, che ha creato negli anni scorsi Veneto Nanotech, con l'obiettivo di creare eccellenza internazionale nell'ambito della ricerca, favorire l'applicazione delle nanotecnologie e costruire un punto d'incontro e collaborazione tra aziende ed università.
Al suo interno Nanofab, centro di ricerca sulle nanotecnologie, nato con lo scopo di trasferire innovazione tecnologica alle imprese e il Nanocomp, centro di ricerca su materiali nano composti basati su polimeri.
Tra le tante aziende che hanno deciso d'investire in questo settore c'è Stefani Chimis centrocampionatura, di Montebello Vicentino. La ditta, che oggi conta 23 dipendenti, è nata nel 1978 e si è avvicinata alle nanotecnologie tre anni fa. «Trasferendo queste tecnologie sulla pelle abbiamo raggiunto standard di innovazione tecnologica ed ambientale d'eccellenza - ha spiegato Marco Nogarole, responsabile di Ricerca e sviluppo - questo va a beneficio di tutto il settore conciario e, in particolare, di quelle aziende che producono pelli ad alta qualità. Per quelle destinate al mercato delle calzature, automotive ed arredamento, idrorepellenza, oleorepellenza, traspirabilità, resistenza all'usura e agli sfregamenti sono elementi determinanti».
«Indubbiamente - ha aggiunto - qualsiasi tecnologia, volta al miglioramento della qualità del prodotto serve a renderlo più competitivo. Il periodo che stiamo attraversando non è facile, anche se, per quel che ci riguarda, c'è stata una sostanziale tenuta. Si spera in una ripresa in tempi brevi: a questo proposito si dovranno esplorare ambiti innovativi ed ancora poco conosciuti. C'è poi l'aspetto ambientale da considerare. Per raggiungere alti standard qualitativi si deve spesso intervenire con prodotti con pesanti ricadute sull'ambiente: l'applicazione di queste tecnologie può ovviare al problema».
Nel Vicentino, a puntare sulle nanotecnologie ci sono molte altre imprese, che operano in molteplici campi. Basti pensare a Dainese, una delle più importanti nel settore di accessori ed abbigliamento per moto che ha recentemente presentato il progetto per un nuovo materiale di protezione capace di essere più rigido ma, nello stesso tempo, molto meno fragile; o a Campagnolo che progetta, produce e distribuisce componentistica di alta gamma per biciclette da corsa ed è presente in oltre 30 paesi attraverso cinque filiali e nove agenzie. La sede principale è a Vicenza e ha avviato un particolare progetto di ricerca.
«Stiamo mettendo a punto uno studio di rivestimenti nanostrutturati per leghe leggere finalizzate ad ottenere notevoli risultati in termini di durata e prestazioni - ha spiegato il direttore tecnico Paolo Mantica -. Una sinergia con Nanofab che ha portato all'unione di specifiche competenze e che quindi mira alla creazione di un prodotto capace d'imporsi grazie alla sua superiorità».
Anche la Fiamm, il gruppo di Montecchio Maggiore che produce e distribuisce accumulatori per avviamento auto e per uso industriale (gruppi di continuità, riserva d'energia) e avvisatori acustici (clacson e sirene) si è avvicinata negli anni scorsi a questo campo.
«Abbiamo cercato di trovare soluzioni per migliorare la resistenza alla corrosione di alcuni componenti metallici - ha sottolineato l'ingegnere Piergiorgio Balbo -. Si tratta di un sistema indubbiamente più ecologico, perché consente un risparmio di materiale; innovativo e quindi in grado di rendere più competitivi i prodotti, riducendone inoltre i costi ma che, come tutti i settori ancora nuovi, presenta delle difficoltà. In primis perché richiede notevoli investimenti per l'acquisto di nuove apparecchiature».
Sono tantissimi i prodotti, già sul mercato, o in procinto di essere lanciati sul mercato, riconducibili alle nanotecnologie.
Dal punto di vista economico a fare la parte del leone, attualmente, è il settore dell'elettronica.
Non vanno tuttavia dimenticati, per citarne solo alcuni, il comparto dei processi chimici, quello dell'industria aerospaziale, degli utensili, della farmaceutica e cura della salute.
Proprio questi ultimi, in un futuro non molto lontano, potrebbero portare a grandi cambiamenti sociali.
La "nanomedicina", infatti, prevede per esempio una vera e propria rivoluzione del settore.
Secondo il Centro produttività Veneto di Vicenza «ci sono ancora diverse questioni aperte per l'uso massivo delle nanotecnologie in ambito sociale, ma c'è il tempo per capire e creare un consenso informato, prevenendo i fenomeni di confronto e di tensione verificatisi, per esempio, intorno alle vicenda delle biotecnologie». C.M.
Una nuova rivoluzione industriale: vestiti che non si spiegazzano e non si sporcano mai, vetro liquido sotto forma di spray, deodoranti che agiscono quando la sudorazione aumenta, telefonini flessibili, pentole venti volte più resistenti delle normali. Questo è il mondo delle nanotecnologie, l'insieme dei metodi e delle tecniche per la manipolazione della materia su scala atomica e molecolare, con l'obiettivo di costruire materiali e prodotti con caratteristiche chimico-fisiche speciali.
Una marcia in più per resistere alla crisi, un ricetta per essere sempre più concorrenziali nel mercato globale in un periodo non certo facile, un giro d'affari che, a detta degli esperti, raggiungerà entro il 2015 i 600 miliardi di euro.
E nel Veneto, terra con il più elevato indice d'imprenditoria nazionale, spicca l'iniziativa della Regione, che ha creato negli anni scorsi Veneto Nanotech, con l'obiettivo di creare eccellenza internazionale nell'ambito della ricerca, favorire l'applicazione delle nanotecnologie e costruire un punto d'incontro e collaborazione tra aziende ed università.
Al suo interno Nanofab, centro di ricerca sulle nanotecnologie, nato con lo scopo di trasferire innovazione tecnologica alle imprese e il Nanocomp, centro di ricerca su materiali nano composti basati su polimeri.
Tra le tante aziende che hanno deciso d'investire in questo settore c'è Stefani Chimis centrocampionatura, di Montebello Vicentino. La ditta, che oggi conta 23 dipendenti, è nata nel 1978 e si è avvicinata alle nanotecnologie tre anni fa. «Trasferendo queste tecnologie sulla pelle abbiamo raggiunto standard di innovazione tecnologica ed ambientale d'eccellenza - ha spiegato Marco Nogarole, responsabile di Ricerca e sviluppo - questo va a beneficio di tutto il settore conciario e, in particolare, di quelle aziende che producono pelli ad alta qualità. Per quelle destinate al mercato delle calzature, automotive ed arredamento, idrorepellenza, oleorepellenza, traspirabilità, resistenza all'usura e agli sfregamenti sono elementi determinanti».
«Indubbiamente - ha aggiunto - qualsiasi tecnologia, volta al miglioramento della qualità del prodotto serve a renderlo più competitivo. Il periodo che stiamo attraversando non è facile, anche se, per quel che ci riguarda, c'è stata una sostanziale tenuta. Si spera in una ripresa in tempi brevi: a questo proposito si dovranno esplorare ambiti innovativi ed ancora poco conosciuti. C'è poi l'aspetto ambientale da considerare. Per raggiungere alti standard qualitativi si deve spesso intervenire con prodotti con pesanti ricadute sull'ambiente: l'applicazione di queste tecnologie può ovviare al problema».
Nel Vicentino, a puntare sulle nanotecnologie ci sono molte altre imprese, che operano in molteplici campi. Basti pensare a Dainese, una delle più importanti nel settore di accessori ed abbigliamento per moto che ha recentemente presentato il progetto per un nuovo materiale di protezione capace di essere più rigido ma, nello stesso tempo, molto meno fragile; o a Campagnolo che progetta, produce e distribuisce componentistica di alta gamma per biciclette da corsa ed è presente in oltre 30 paesi attraverso cinque filiali e nove agenzie. La sede principale è a Vicenza e ha avviato un particolare progetto di ricerca.
«Stiamo mettendo a punto uno studio di rivestimenti nanostrutturati per leghe leggere finalizzate ad ottenere notevoli risultati in termini di durata e prestazioni - ha spiegato il direttore tecnico Paolo Mantica -. Una sinergia con Nanofab che ha portato all'unione di specifiche competenze e che quindi mira alla creazione di un prodotto capace d'imporsi grazie alla sua superiorità».
Anche la Fiamm, il gruppo di Montecchio Maggiore che produce e distribuisce accumulatori per avviamento auto e per uso industriale (gruppi di continuità, riserva d'energia) e avvisatori acustici (clacson e sirene) si è avvicinata negli anni scorsi a questo campo.
«Abbiamo cercato di trovare soluzioni per migliorare la resistenza alla corrosione di alcuni componenti metallici - ha sottolineato l'ingegnere Piergiorgio Balbo -. Si tratta di un sistema indubbiamente più ecologico, perché consente un risparmio di materiale; innovativo e quindi in grado di rendere più competitivi i prodotti, riducendone inoltre i costi ma che, come tutti i settori ancora nuovi, presenta delle difficoltà. In primis perché richiede notevoli investimenti per l'acquisto di nuove apparecchiature».
Sono tantissimi i prodotti, già sul mercato, o in procinto di essere lanciati sul mercato, riconducibili alle nanotecnologie.
Dal punto di vista economico a fare la parte del leone, attualmente, è il settore dell'elettronica.
Non vanno tuttavia dimenticati, per citarne solo alcuni, il comparto dei processi chimici, quello dell'industria aerospaziale, degli utensili, della farmaceutica e cura della salute.
Proprio questi ultimi, in un futuro non molto lontano, potrebbero portare a grandi cambiamenti sociali.
La "nanomedicina", infatti, prevede per esempio una vera e propria rivoluzione del settore.
Secondo il Centro produttività Veneto di Vicenza «ci sono ancora diverse questioni aperte per l'uso massivo delle nanotecnologie in ambito sociale, ma c'è il tempo per capire e creare un consenso informato, prevenendo i fenomeni di confronto e di tensione verificatisi, per esempio, intorno alle vicenda delle biotecnologie». C.M.

